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	<title>Trash-Dance.com &#187; Gigi Barocco</title>
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	<description>Electro-indie parties for ugly and lousy people.</description>
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		<title>Congorock intervistato per Inesco Magazine</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 01:00:14 +0000</pubDate>
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Rocco Rampino è un ragazzo semplice e genuino come i tarallucci fatti in casa, che per riuscire a fare musica ha abbandonato il suo caldo salento per la fredda Milano. Oggi tutti lo conoscono come Congorock. Quello che ha conquistato l&#8217;etichetta newyorkese del 3 volte campione del mondo di scratch A-Trak e di Nick Catchdubs [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="attachment wp-att-74 centered" src="http://www.trash-dance.com/wp-content/uploads/congorock.jpg" alt="congorock" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Rocco Rampino è un ragazzo semplice e genuino come i tarallucci fatti in casa, che per riuscire a fare musica ha abbandonato il suo caldo salento per la fredda Milano. Oggi tutti lo conoscono come Congorock. Quello che ha conquistato l&#8217;etichetta newyorkese del 3 volte campione del mondo di scratch A-Trak e di Nick Catchdubs dei Chromeo: la Fool&#8217;s Gold. Quello che ha girato l&#8217;America in tour con i MSTRKRFT. Ma soprattutto quello che con i suoi bassi riuscirebbe a far muovere le gambe ad una sedia.</p>
</blockquote>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>Iniziamo con una precisazione che ci tengo a fare per chi non ti conosce ancora come artista: Congorock è un dj/producer di questa electro fidget che tanto fa parlare dell&#8217;Italia nel mondo, ma a differenza della maggior parte dei produttori di oggi il suo show non è una prevedibile playlist delle produzini proprie e degli amici in top su myspace, ma una roba fatta a regola d&#8217;arte, piena di sorprese e in perfetta sintonia con il pubblico.</strong> <strong>Ora, come farebbe una massaia pugliese che vuole tramandare la formula magica dei Taralli, spiegaci qual&#8217;è il tuo approccio al djing, dagli ingredienti alla cottura.</strong></span></p>
<p>Mica facile estorcere i trucchi alle massaie! Il fatto di aver fatto solo djing per  un po &#8216; prima di mettermi in gioco con le produzioni forse mi ha influenzato positivamente, nel senso che ho cercato subito di caratterizzare il mio set per stile e sostanza. Emergere come dj a Milano e&#8217; davvero difficile, anche se spacchi davvero; nel mio caso le produzioni mi hanno dato una spinta importante, ma nel frattempo ho imparato a gestirmi il djset come il &#8220;mio&#8221; momento d&#8217;espressione. Avendo suonato parecchia roba old school anche in passato capita di mischiare davvero cose a caso, infatti nelle ultime settimane ho lavorato solo a degli edit di tracce oldies mixate con bombette dell&#8217;ultimo minuto. Come stile di mixaggio mi ispiro a dj come A-Trak e Feadz, suono solo le parti piu&#8217; intense di ogni traccia, tenendole su al massimo un minuto e mezzo, per lo meno nella parte iniziale del set. Dopo mi piace spostarmi su un sound meno frenetico ma ugualmente teso e ipnotico, e&#8217; in questo momento che cerco di infilare dei classici acid o techno. E&#8217; praticamente il contrario di quello che fanno tutti, ma il trucco credo che rimanga nel tenere alta la tensione, e l&#8217;attenzione.  <strong></strong></p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>Già che stiamo parlando di ricette svelaci anche quella delle tue produzioni.</strong></span></p>
<p>La pazienza! E io ne ho pochissima tra l&#8217;altro. L&#8217;unico modo per tirare fuori il meglio di se&#8217; attraverso le produzioni e&#8217; quello di migliorare i propri skills tecnici con le macchine e il computer, in modo tale che quando arriva poi la vena creativa, l&#8217;ispirazione, l&#8217;illuminazione, il colpo di genio, tutto quanto venga fuori spontaneamente e senza intoppi meramente tecnici. Tipo &#8220;come si fa?&#8221;. Anche la metodicita&#8217; e la concentrazione sono delle componenti importanti; i produttori piu&#8217; &#8220;produttivi&#8221; che ho visto all&#8217;opera sono delle persone che alle otto di mattina sono gia&#8217; operative su Cubase. Un nome a caso? Bob Rifo, uno stakanovista veneto, il perfetto contrario di un terrone come me.</p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>Torniamo alle origini. Parlaci della tua terra madre, del sole, del calore della gente, della dancehall.</strong></span></p>
<p>Lu sule lu mare e lu ientu? Difficile parlarne senza lasciarmi prendere da un attacco di saudaje. Ho vissuto li fino ai 18 anni, e proprio dalle mie parti ho maturato degli ascolti che poi hanno influenzato tutto quello che ho fatto dopo. Innanzitutto le esperienze nel circuito punk hardcore locale, un po&#8217; piu&#8217; tardi l&#8217;incontro con Populous (produttore elettronico italiano al terzo disco su Morr Music) che e&#8217; stata la persona che mi ha avvicinato al mondo delle sonorita&#8217; digitali e a darmi i primi rudimenti di produzione. Il tutto intervallato nel frattempo dal sound di mille feste ogni giorno in spiaggia, dove ho recepito la cultura dei grossi-bassi-grassi. L&#8217;esperienza della festa in spiaggia (la situazione, per usare il termine piu&#8217; adatto/folcloristico) e&#8217; una cosa non facilmente descrivibile per la sua intensita&#8217;.  L&#8217;ultima volta che ho visto Rodigan c&#8217;erano anche delle famiglie intere con passeggini et similia. Peccato che a causa dei punkabbestia trogloditi provenienti da tutta Italia e Europa la cosa degeneri quasi sempre nello sfascio piu&#8217; totale, vedi il Teknival a Squinzano, ettari ed ettari di uliveti inquinati, per non parlare delle spiagge stesse e delle pinete.</p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>La fredda Milano. Perchè? Per combinare qualcosa in Italia ci si deve per forza passare?</strong></span></p>
<p>Non ci si deve per forza passare, ma aiuta esserci. il 90% del music business italiano e&#8217; tra Milano e Roma, e Milano la spunta. Per chi suona il mio genere e&#8217; senza dubbio la citta&#8217; piu&#8217; ricettiva, anche se vedo che in Veneto il pubblico e&#8217; molto piu&#8217; entusiasta e &#8220;conoscitore&#8221; delle cose in giro. Io mi sono stabilito qui anche in chiave futura, in cui magari non mi occupero&#8217; solo di electro e allarghero&#8217; il range delle mie produzioni a qualcosa di nuovo.  <strong></strong></p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>Arriviamo al dunque: L&#8217;America! Come sei riuscito a conquistare sua maestà A-Trak ed il suo socio Nick Catchdubs?</strong></span></p>
<p>Mi ha scritto su MySpace dopo avere ascoltato la mia prima traccia pubblicata sul blog Discobelle la sera prima. &#8220;Stai cercando un&#8217;etichetta?&#8221; &#8211; &#8220;Si!&#8221;</p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>In Europa sei conosciuto da tempo ma per entrare tra i &#8220;big&#8221; c&#8217;è voluto il tuor con i MSTRKRFT dell&#8217;autunno scorso. Ora che come i primi coloni europei hai attraversato l&#8217;oceano alla conquista del tuo &#8220;American Dream&#8221;, e che sei riuscito a realizzarlo, puoi farci un resoconto di quanto secondo te ti ha dato sta cazzo di America, magari anche in termini monetari. <img src='http://www.trash-dance.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Ci dobbiamo andare pure noi?</strong></span></p>
<p>Andare in America a suonare e&#8217; stato come un punto d&#8217;arrivo, arrivarci per un tour con MSTRKRFT e&#8217; stato un sogno vero e proprio! Ero stato gia&#8217; negli USA con il mio ex gruppo La Quiete, ma a questo giro il contesto e le situazioni sono state completamente diverse. Io MSTRKRFT, Felix Cartal e La Riots siamo stati in Tour Bus per 3 settimane facendo East Coast e West Coast intervallate da alcune date in Canada. Odio usare il termine Rock&#8217;n Roll per descrivere una cosa, ma in realta&#8217; piu&#8217; che un tour di DJ sembrava un tour Rock&#8217;n Roll con luoghi comuni annessi e connessi. Per dire, piuttosto che nelle discoteche abbiamo sempre suonato in dei teatri adibiti per concerti rock; l&#8217;entusiasmo e la reazione del pubblico sembrava quella di un concerto anziche&#8217; quella di un normale djset e c&#8217;e&#8217; da dire che anche la vita in tour bus tra eccessi e situazioni &#8220;stranissime&#8221; aiutava a creare quest&#8217;atmosfera. L&#8217;America paga bene, ma non ti dico quanto! Ma ti sembra! AHAH.  <strong></strong></p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>Restando nel continente dove ultimamente hai trascorso un sacco di tempo, raccontaci un aneddoto del tuo tuor che ci faccia venire voglia di andarci, e magari anche uno che ci faccia subito cambiare idea.</strong></span></p>
<p>Saro&#8217; laconico: il Crown Royal, in entrambi i casi.  <strong></strong></p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>Si è da poco concluso un 2008 incredibile per l&#8217;electro italiana. Quali sono le tracce che secondo te meglio rappresentano l&#8217;annata?</strong></span></p>
<p>The Bloody Beetroots feat Congorock &#8220;Rombo&#8221;, His Majesty Andre &#8220;Peep Thong&#8221;, Kid Cudi &#8220;Day N Night&#8221; (Crookerz Remix)</p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>Hai un passato da &#8220;rocker&#8221;, che è tornato a far parte del tuo presente. Raccontaci cosa facevi, e cosa farai ora con Steve Aoki e Bob Rifo.</strong></span></p>
<p>Ho suonato nei La Quiete e The Death of Anna Karina, due gruppi indie/hardcore con cui ho realizzato diversi dischi su 7&#8243;, LP e CD e svariati tour in Europa/America. Collaborato con Echoes of The Whales (Populous, Pierpaolo Leo, Jukka Reverberi). Ora questo background sta rivenendo fuori grazie a un progetto ancora segreto con quelle due losche figure. Abbiamo appena registrato quattro pezzi e una cover. Sara&#8217; un progetto non legato direttamente a Congorock quanto a Rocco Rampino in se&#8217; e per se&#8217;, perche&#8217; ancora mi piace scrivere le canzoni con la chitarra e sicuramente lo faro&#8217; in futuro.  <strong></strong></p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>Una caratteristica fondamentale di Congorock sono i bassi booty. Che importanza hanno per te? Si può parlare di feticismo?</strong></span></p>
<p>Come dicevo prima, la passione per le frequenze basse e&#8217; retaggio dei miei ascolti in terra natia, dove d&#8217;estate mentre fai la pennichella alle 3 del pomeriggio senti le frequenze basse sul pavimento che arrivano dal bar. Per me se non ci sono bassi non e&#8217; dance music, poi ognuno e&#8217; libero di pensarla come crede.  <strong></strong></p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>Dopo Crookers e Bloody Beetroots possiamo sicuramente dire che il presente dell&#8217;electro italiana sei tu. Il futuro chi è?</strong></span></p>
<p>His Majesty Andre, Gigi Barocco, NT89&amp;Kill Phill, Cécile, Marco Marfe&#8217;.</p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>E il futuro di Congorock, &#8220;Rifoki&#8221; a parte, cosa porterà?</strong></span></p>
<p>Un altro singolo in estate, un album piu avanti, la produzione di beatz per terze parti.  <strong></strong></p>
<p><span style="color: #77eeee;"><strong>Concludiamo con una curiosità personale: VOGLIO capire cosa significa &#8220;fafuma&#8221;!</strong></span></p>
<p>Spiegarti cosa vuol dire Fafuma vorrebbe dire innanzitutto mettere in mezzo Bob Rifo e darti particolari sulle nostre esplosive abitudini fisiologiche in tour. Mi chiedi troppo, spero di essere stato abbastanza vago</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/congorock">myspace.com/congorock</a></p>
<p>intervista di <a href="http://www.myspace.com/musclece">Nicola Rigon</a> per <a href="www.inescomagazine.it">Inesco Magazine</a>.<br />
foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/claudiazalla/">Cladia &#8220;Cloz&#8221; Zalla</a>.</p>
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